Mileto, 1914-1920: gli anni della Loggia di Rito Simbolico all’Obbedienza del Grande Oriente d’Italia – 21Righe

Anche Mileto ha avuto, seppur per breve tempo, la sua brava Officina massonica.  Correva l’anno 1914, infatti, allorquando nella cittadina normanna veniva istituita la Loggia di Rito Simbolico all’Obbedienza del Grande Oriente d’Italia intitolata a Giuseppe Mazzini. Una circostanza a cui fa riferimento anche il recente libro “Massoneria Vibonese e Storia della Loggia Michele Morelli nelle carte e nella memoria del G.M.O. Ugo Bellantoni”, scritto a quattro mani da Francesco Deodato e Rosario F. Dibilio.

La “Giuseppe Mazzini” partì alla grande, se è vero che nei primi due anni di vita raggiunse il cospicuo numero di 34 affiliati, non solo miletesi, facendosi notare per il grande impegno dei suoi fondatori e per la, conseguente, fervente attività massonica. Dopo questa fase iniziale, tuttavia, l’azione propulsiva della loggia si ridusse di molto, divenendo via via del tutto irrilevante. Tanto che 26 fratelli iniziati rimasero apprendisti a vita e, dunque, non ottennero mai aumenti di grado. Tra le cause principali di questo cambio di rotta, gli avvenimenti intrinsechi alla Prima guerra mondiale, che come ovvio costrinsero tanti ad abbracciare la via delle armi e ad allontanarsi dal luogo natio.

Sfogliando i documenti, tuttavia, si apprende che la loggia cessò ufficialmente la sua attività l’8 maggio del 1920 (Decreto 77), anche se per via di due passaggi di grado a “compagno” risultò operante sino all’anno successivo. Nel 1918 era allocata presso la casa del farmacista Rocco Condoleo. Dando uno sguardo all’elenco degli affiliati al Grande Oriente d’Italia risulta che ad essa, oltre a Condoleo, appartenevano: Filippo Scarano (impiegato), Giuseppe Antonio Caprino (muratore), Giuseppe Sangiovanni (commerciante), Antonio Caruso (negoziante), Domenico Giannotta (studente), Giuseppe Casuscelli (sarto), Ernesto Pata (Ufficiale del Genio), Francesco Scarano (impiegato), Amedeo Italo Pata (avvocato), Salvatore Garoffolo (barbiere), Giacomo Daffinà (impiegato), Antonio Potenzoni (industriale), Domenico Colloca (insegnante), Rocco Cotroneo (industriale), Francesco Saverio Colloca (commesso), Antonio Rosaci (fornitore), Basilio De Mario (Ufficiale Giudiziario), Vincenzo Pelaggi (impiegato), Alberto Fransoni (impiegato), Domenico Mazza (muratore), Pasquale Casale (?), Francesco Bagnato (negoziante), Francesco Antonio Fransoni (medico), Giuseppe Garoffolo (negoziante), Vittorio Pata (studente), Francesco Lombardi (medico), Giuseppe Tassi (insegnante), Francesco Pata (?), Antonio Lombardi (studente), Saverio Bursese (muratore), Francesco Loiacono (magistrato), Ferdinando Inzitari Cannella (notaio), Antonino Ettore Lecito (insegnante). Uomini, come detto residenti a Mileto e in altre località del vibonese, che oggi, a loro modo, ci permettono di raccontare un frammento di storia di vissuto cittadino, lungo circa sei anni.

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