Gran Loggia 2018. Il mondo dei libri nell’Incontro con gli autori del Servizio Biblioteca

La Gran Loggia 2018 “Liberi di Conoscere” ha riservato ampio spazio alla cultura con il Servizio Biblioteca che  il 6 e 7 aprile ha rinnovato l’appuntamento dell’Incontro con gli autori presentando undici libri di ultima pubblicazione che parlano di Massoneria con profili diversi. Esoterismo, ritualità, simbolismo, storia, letteratura, filosofia, sociologia sono gli ambiti di discussione.

Venerdi 6 aprile Biblioteca del Vascello, Sala del Castello Due

Servizio Bibliotecaore 14:00 Iniziazione e Tradizione di Claudio Bonvecchio (Mimesis). Presenta l’autore. Scritto da un vero maestro dell’esoterismo, non da un semplice studioso, il libro si rivolge a chi non si è arreso alle illusioni del quotidiano, del successo e del possesso, a chi ancora non si è trasformato in una delle “macchine desideranti” ed eternamente insoddisfatte dei nostri tempi. In pagine di straordinaria chiarezza e profondità, Claudio Bonvecchio ripercorre il senso della Via iniziatica, le sue condizioni, le sue necessità,  le sue tappe e i suoi simboli, e offre un affresco sapienziale della Tradizione in rapporto specifico con l’universo esoterico della Libera Muratoria. Questo libro è una piccola cattedrale, una vera summa per chi non smette di percorrere la via  della ricerca, per quegli iniziati che “sanno che la loro esistenza ha un inizio e una fine. Ma sanno, anche, che la loro Vita è eterna: come il vento, la natura e gli universi a cui il loro Spirito si unirà, confluendo nella Totalità dell’Essere”. Claudio Bonvecchio è professore Ordinario di Filosofia delle Scienze Sociali presso l’Università dell’Insubria e nel Grande Oriente d’Italia ricopre la carica di Grande Oratore. Tra i suoi lavori: Il sacro e la cavalleria (2005), Esoterismo e Massoneria (2007), L’illuminismo dei Rosa-Croce (2011), L’ora del dialogo: il Papa, la Chiesa, la Libera Muratoria (2014), Filosofia del Natale. L’itinerario di un simbo- lo (2014), Il mito della Pasqua (2016).

Servizio Bibliotecaore 14:15 • L’iniziato. Un viaggio alla ricerca della verità nascosta negli antichi misteri di Mark Hedsel (Melchisedek Edizioni). Presenta Claudio Bonvecchio. Nello spirito ermetico, l’iniziato è colui che “brucia” alla ricerca delle conoscenze e intuizioni più elevate, è un viaggiatore che cammina verso quella visione del mondo spirituale celata dietro il velo del mondo materiale. L’autobiografia di Mark Hedsel, raccolta e annotata dall’amico David Ovason, ci immerge non solo nella storia particolare di colui che è divenuto un grande Maestro, custode degli Antichi Misteri, ma anche nella storia dell’evoluzione interiore dell’uomo stesso. Il cammino che seguì Hedsel è tradizionalmente conosciuto come la “Via del Matto”, la via del viaggiatore solitario, di colui che conserva sempre la propria identità e raramente si impegna nel giuramento di mantenere il silenzio, se questo lo vincola a una scuola specifica. La Via del Matto è una via difficile, perché è come camminare in equilibrio su una corda tesa: facilmente si può inciampare e cadere nella comune follia. È una via fatta di scienza sottile, di strano sapere. È “la via che non è via”, “la via che non può essere nominata”. Dire che il Matto errante è sulla Via equivale a dire che percorre la strada dell’esperienza. Con il dono di una scrittura penetrante – che “risveglia” e insieme istruisce “chi ha occhi per vedere” – e attraverso il disvelamento di simboli e misteri, Hedsel conduce in un viaggio dall’Europa agli Stati Uniti, dall’Egitto alla Grecia, e attraverso il Medio Oriente verso l’India e il Nepal, rispondendo alle domande più profonde che sgorgano dal cuore, soltanto dal cuore, di chi si mette in cammino. Mark Hedsel è stato uno dei più importanti esoteristi e ricercatori spirituali del XX secolo.

Servizio Bibliotecaore 14:30 • I dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il “Manifesto della Razza” di Franco Cuomo (Bonanno Editore). Presenta Mauro Valeri. Quale oscuro mistero si cela dietro l’intoccabilità dei dieci professori, in prevalenza medici, che sottoscrissero il Manifesto della razza, noto anche come Manifesto degli scienziati razzisti, ponendo così le basi teoriche per la persecuzione degli ebrei? Per quale inesplicabile motivo non vennero rimossi dalle cattedre universitarie alla caduta del fascismo, ma reintegrati nei loro privilegi nonostante la terribile colpa di avere legittimato la deportazione in Germania di ottomila israeliti? In che consisteva la originalità del razzismo italiano, tanto decantata da Mussolini, rispetto a quello tedesco? In che modo si fusero in un unico disegno di morte le fumisterie scientifiche o filosofiche dei razzisti “biologici” e dei “nazionalrazzisti”, degli “esoterici” e degli “spiritualisti”? Ruota intorno a questi interrogativi il saggio di Franco Cuomo che riproponiamo a dieci anni dalla scomparsa dello scrittore e in occasione dell’ottantesimo anniversario delle leggi razziali, emanate dal fascismo nel 1938. Franco Cuomo, giornalista e scrittore, ha scritto numerosi romanzi, tra cui I semidei, I sotterranei del cielo, Il tatuaggio, Carlo Magno, Gunther d’Amalfi e Il Codice Macbeth con i quali è stato finalista al Premio Strega, Anime perdute e l’ultimo, Il tradimento del Templare, pubblicato postumo nel 2008. Tra i saggi hanno fatto epoca I dieci, sugli scienziati che firmarono il Manifesto della Razza del 1938, Gli Ordini Cavallereschi e Elogio del libertino. Numerose le sue opere teatrali, messe in scena in Italia e all’estero: da Faust o Margherita, scritta con Carmelo Bene a Il caso Matteotti, Caterina delle misericordie, Storia di Giovanna D’Arco e di Gilles de Rais, Una notte di Casanova. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti,  il Premio per la Cultura della presidenza del Consiglio, il Flaiano, il Vallecorsi e il Riccione per il teatro. Mauro Valeri, sociologo e psicoterapeuta, ha diretto l’Osservatorio sulla xenofobia dal 1992 al 1996, e dal 2005 è responsabile dell’Osservatorio su razzismo e antirazzismo nel calcio. Ha insegnato diversi anni Sociologia delle Relazioni Etniche all’Università “La Sapienza” di Roma. Ha pubblicato tra l’altro: Black Italians. Atleti neri in maglia azzurra (2006); Nero di Roma. Storia di Leone Jacovacci, l’invincibile mulatto italico (2008); Negro, Ebreo, Comunista. Alessandro Sinigaglia, venti anni in lotta contro il fascismo (2010); Mario Balotelli. Vincitore nel pallone (2014); Il generale nero. Domenico Mondelli: bersagliere, aviatore e ardito (2015), A testa alta verso l’Oriente eterno. Liberi Muratori nella Resistenza romana (2017).

Franco Cuomo in una intervista del 2006 al Vascello

ore 15:00 • Goethe Massone di Marino Freschi (Bonanno Editore). Presenta l’autore. Goethe, Mozart, Herder, Lessing, Wieland: i principali artisti e intellettuali del Settecento tedesco aderirono all’Ordine massonico, cui parteciparono anche importanti sovrani e uomini di stato, come Federico II di Prussia. Si è parlato del Settecento come del secolo massonico e per certi versi lo è stato, soprattutto in Germania con una proliferazione ricca e insieme inquietante di varie osservanze massoniche, di logge dei più diversi orientamenti. Era il tempo in cui la massoneria era di moda, e lo era perché corrispondeva al sentire dell’epoca. La sua “filosofia”, incentrata sull’etica del “costruttivismo”, era congeniale sia agli illuministi, con il loro ideale del progresso, sia ai “mistici”, ai pietisti, agli esoterici, o – come si diceva allora – agli illuminés. Eppure la convivenza non era facile tra queste due importanti componenti della cultura settecentesca. Si ebbero appassionati confronti, arroventate dispute, lotte aspre, polemiche continue, travolgenti entusiasmi e delusioni cocenti. Goethe aderì, nel 1780, alla Loggia Anna Amalia delle Tre Rose. Nel 1781 divenne “compagno” e nel 1782 “maestro”. Ma poi successe qualcosa d’imprevisto: le lotte interne nella massoneria tedesca si ripercossero anche nella loggia di Weimar che “entrò in sonno”, chiuse i battenti per una ventina di anni. Goethe continuò a interessarsi della attività massonica: nel dicembre 1782 fu iniziato agli “Alti Gradi”, mistici e spiritualistici, e nel febbraio 1783 aderì alla “concorrenza” entrando nell’Ordine degli Illuminati, radicali e laici. Si è ipotizzato che così il ministro von Goethe poteva controllare dall’interno che cosa bolliva nelle varie pentole massoniche. Fatto sta che la più autentica elaborazione della concezione massonica la dobbiamo cercare nelle sue opere: alcune specificamente massoniche, come I segreti, Il Flauto Magico (continuazione dell’opera mozartiana), il dramma Il Gran Cofto, nonché in varie liriche, ma soprattutto nel romanzo Wilhelm Meister – il vero monumento settecentesco alla massoneria – e nel Faust, l’estremo poema uni- versale incentrato sulla magia e sul suo superamento spirituale, un tema appassionatamente dibattuto tra Illuminati e illuminés, che non ha perso la sua attualità. Marino Freschi, scrittore, storico, saggista e docente presso l’Università di Roma Tre, è autore di numerosi volumi e saggi, tra cui: Goethe. L’insidia della modernità (1999), Praga. viaggio letterario nella città di Kafka (2000), Thomas Mann (2005), La letteratura tedesca (2007), Joseph Roth (2013), Hermann Hesse (2015). Ha curato per la casa editrice Utet i due volumi della Storia della civiltà letteraria tedesca(1998). Dirige la rivista semestrale Cultura Tedesca, che ha fondato nel 1994.

Servizio Bibliotecaore 15:30 • L’elegia nella notte del mondo. Poesia contemporanea e gnosi di Francesco Zambon (Carocci). Presenta l’autore. Il libro indaga sulla presenza più o meno occulta di temi gnostici nella poesia europea contemporanea, in particolare in quella italiana. Profondi rapporti intercorrono infatti tra il moderno nichilismo e il movimento gnostico-cristiano: in  entrambi  i  casi  la  percezione  di  un  cosmo  dal  quale  è  svanito il Logos immanente, e nel quale di conseguenza l’uomo non trova più il suo posto, approda a una visione dualistica in cui mondo e Dio, mondo e uomo finiscono per opporsi in maniera irriducibile. Di qui nasce quella che Paul Valéry ha chiamato la «poesia assoluta», una poesia intesa come «forma pura», quasi sospesa sul vuoto, geroglifico che trova solo in se stesso la sua decifrazione. Francesco Zambon ha tentato qui di ricostruire la mappa, sia pure frammentaria, di questo territorio o orizzonte comune ad alcuni dei più grandi poeti contemporanei: Pascoli, Montale, Pessoa, Cristina Campo, Zanzotto, Ceronetti. Se la Sophia – l’ordine o il senso perduti – è morta, possono esserne conservati memoria e culto nel solo luogo in cui essa ormai dimora, se da qualche parte dimora: nella letteratura, nell’elegia che la commemora dopo che è scesa la notte nel mondo. Francesco Zambon, professore emerito all’Università di Trento, ha studiato numerosi aspetti della letteratura allegorica e religiosa del medioevo latino e romanzo (bestiari, ciclo romanzesco del Graal, poesia politico-religiosa occitana, testi catari, trattati d’amore cristiani). Ha scritto anche sulla letteratura italiana ed europea del Novecento. Tra le sue pubblicazioni: L’alfabeto simbolico degli animali. I bestiari del medioevo (2003), I trovatori e la crociata contro gli albigesi (2009), Metamorfosi del Graal (2012). Inoltre ha curato la pubblicazione di Poesie esoteriche di Fernando Pessoa (2008).

Sabato 7 aprile Biblioteca del Vascello, Sala del Castello Due

ore 14:00 • Massofobia. L’Antimafia dell’Inquisizione di Stefano Bisi. (Tipheret). Presenta l’autore. Il libro racconta la complessa e articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia, del pretestuoso sequestro degli elenchi degli iscritti di Calabria e Sicilia e delle iniziative legali del Grande Oriente d’Italia a livello europeo. Il sequestro degli elenchi – scrive nella introduzione Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – è “un atto arbitrario e discriminatorio che da Gran Maestro ho subito stigmatizzato iniziando una battaglia laica per la salvaguardia e la difesa dei diritti associativi non solo degli iscritti al nostro Ordine ma di tutti, peraltro previsti in modo inequivocabile dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana”.
“Pensiamo che sia doveroso far conoscere – si legge ancora nel testo – non solo ai Fratelli ma anche agli uomini liberi e coscienti, gli avvenimenti e i fatti che attraverso meri teoremi e senza alcun reale notizia criminis hanno portato i membri della Commissione Antimafia, alcuni colpiti da vera e propria massofobia, a sostenere l’assunto delle infiltrazioni mafiose all’interno della Massoneria regolare senza distinguo e senza porsi il minimo dubbio. Questo singolare modo di pensare e di procedere unitamente ad alcuni disegni di legge palesemente antimassonici che si rifanno alla legge fascista che mise al bando la Libera Muratoria devono fare riflettere e indurre non solo i massoni alla difesa della libertà di associazione. Certi che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo saprà vagliare con equità ed equilibrio la vicenda giuridica della quale questo libro vuole essere fedele testimonianza”.

ore 14:30 • Massoneria in Europa. 300 anni di storia a cura di Santi Fedele e Giovanni Greco (Bonanno). Presentano i curatori. Nel trecentesimo anniversario della nascita della Massoneria moderna, avvenuta a Londra il 24 giugno 1717, un gruppo di studiosi ripercorre la storia di una Istituzione le cui vicende sono intimamente connesse al divenire d’Europa e del mondo. Dalla complessa questione delle origini della Massoneria al ruolo da essa svolto nelle grandi rivoluzioni dell’età moderna e nella fase culminante dell’affermazione della civiltà europea, dagli snodi cruciali dei rapporti col movimento operaio e socialista, della grande guerra e dell’avvento dei totalitarismi sino alle vicende più recenti, 300 anni di storia della Massoneria europea sono ripercorsi in un volume che in più approfondisce i rapporti della Libera Muratoria con la tradizione esoterica, con la cultura musicale e con le fedi religiose. Il tutto in pagine che coniugano il rigore dell’argomentazione critica con la linearità e la scioltezza della trattazione di un’opera che si rivolge non solo agli studiosi ma anche al vasto pubblico dei non specialisti. Santi Fedele è professore ordinario di Storia contemporanea nell’Università di Messina e nel Grande Oriente d’Italia ricopre la carica di Gran Maestro Aggiunto. I suoi interessi di ricerca si sono prevalentemente indirizzati allo studio dei partiti e dei movimenti politici del Novecento italiano con particolare riferimento ai filoni della democrazia laica e repubblicana e del socialismo libertario. Tra i suoi lavori sull’istituzione massonica: La Massoneria italiana nell’esilio e nella clandestinità 1927-1939 (2005), Alessandro Tedeschi Gran Maestro dell’esilio (2008), La Massoneria italiana tra Otto e Novecento (2011). Giovanni Greco è ordinario di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà dell’Università di Bologna. Si è occupato di storia della criminalità e dell’emarginazione, del risorgimento, di storia politica e di storia sociale. Tra le sue pubblicazioniin ambito massonico: Bologna massonica (2007), Un sol popolo. Breve ma veridica storia della massoneria internazionale (2012).

ore 15:00 • Libera Muratoria. 1717-2017 di Gianmichele Galassi (Pontecorboli). Presenta l’autore con Francesco Borgognoni.  Nel Seicento vi è la conferma documentale della trasformazione della Massoneria da operativa a speculativa, processo questo che ricopre indubbiamente notevole influenza nello sviluppo e diffusione di certe idee progressiste sulla centralità dell’uomo e sulla costruzione di una società “sostenibile”. Questo mutamento ha condotto i “liberi muratori” a trasformarsi in “liberi pensatori”. Prendendo a prestito i simboli delle corporazioni operaie, uomini di diversi ceti sociali iniziarono ad attribuire alla Massoneria un significato ideale, spirituale che potesse travalicare le singole differenze culturali, religiose e linguistiche. Nacque così, con la Libera Muratoria, un grande e variegato contenitore per quei concetti e principi che sin dall’antichità erano appannaggio di pochi. Un numero sempre crescente di menti illuminate si raccolse sotto l’ampia volta sorretta dai pilastri della giustizia sociale, dalla libertà di pensiero, della fratellanza tra gli uomini di ogni ceto e grado. Nacquero la Royal Society, la “Carta dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino”, la “Costituzione degli Stati Uniti d’America”, tuttora esempio ineguagliato di giustizia e faro di libertà. I massoni lottarono per migliorare la condizione della donna, lo si intravede fra le note e il testo delle Nozze di Figaro di Mozart e del librettista Da Ponte, entrambi liberi muratori. Poi ci fu il Risorgimento italiano ideato e combattuto da molti Fratelli con in testa il Gran Maestro Garibaldi. Sono solo pochi esempi del lavoro compiuto da migliaia di massoni che nel corso del tempo hanno condotto una strenua lotta contro il diffondersi delle tenebre, partecipando attivamente alla trasmissione della migliore tradizione umana formata di buone idee e principi giusti per una vita che non si riduca a mera sopravvivenza. Gianmichele Galassi, giornalista iscritto all’Albo della Toscana. Dal 2009, editor in chief (direttore scientifico ed editoriale) del “Journal of the Siena Academy of Sciences” (JSAS, già “Atti dei Fisiocritici”), rivista scientifica dell’omonima Accademia delle Scienze di Siena pubblicata ininterrottamente dal 2010 al 2013. Dal 2014, è art director di “Massonicamente”, rassegna storica quadrimestrale, e dal 2015 di “Hiram” entrambi editi dal Grande Oriente d’Italia. Tra le sue pubblicazioni: Apprendista Libero Muratore (2013/2015), Compagno Libero Muratore (2014/2015), Maestro Libero Muratore (2015), Massoneria e Politica insieme alla ricercatrice M. Campagnoli (2017). Francesco Borgognoni è presidente del Collegio Circoscrizionale della Toscana del Grande Oriente d’Italia.

ore 15:15 • Massoneria nella Rete del Collegio Circoscrizionale della Toscana (Pontecorboli). Presentano Gianmichele Galassi e Francesco Borgognoni. Abbiamo pensato molto, i fratelli ed io, – spiega il presidente circoscrizionale della Toscana Francesco Borgognoni – a come aprire la discussione sulla comunicazione in rete. Su come, proficuamente, potesse essere possibile perimetrare un territorio di attenzione utilizzando gli strumenti certi della nostra tradizione. E, nel fare questo, abbiamo preso coscienza che qualunque tipo di intervento avessimo intenzione di effettuare, questo non potesse che essere la risultante di una azione che, comunque, si veniva a realizzare nella acquisizione virtuosa di alcune certezze: una riguardante un atteggiamento di tipo sociologico, ma anche culturale, che si sostanzia nella consapevolezza che il computer, il cellulare e in generale la hi-tech legata alla comunicazione e attraversata da tutte le possibili forme di utilizzo, costituiscono un universo da cui non è più possibile prescindere. Dentro questo mondo non cambiano solo il modo e il tempo, cambia anche il contenuto, perché modo e tempo si fanno contenuto alimentando una maniera pervasiva di concepire il rapporto con il da fare. Nessuna forza contraria, per quanto notabilmente motivata, riuscirà ad arginare questo fenomeno.

ore 15:30 • Politica ed esoterismo massonici. Le «antiche» radici stuardiste nel ruolo del Bonnie Prince Charlie quale Gran Maestro incognito di Marsha Keith Schuchard (Harmonia Mundi), traduzione di Fabrizio Forno. Presenta il traduttore. La ricerca sulla presunta affiliazione di Carlo Edoardo Stuart alla Libera Muratoria giacobita o scozzese è stata a lungo ostacolata dall’assunto, sviante, che la Massoneria britannica abbia avuto inizio con la Grand Lodge del 1717, connotandosi come movimento apolitico e razionalista. Il recente sviluppo degli studi storici, invece, restituisce l’insieme delle attività del Bonnie Prince Charlie a un contesto diplomaticamente diversificato e orientato spiritualmente, fedele alle tradizioni ancients, scozzesi e irlandesi. Con Schuchard ricostruisce disegni e speranze della causa stuardista, anche in terra d’Italia e nella loggia della Roma papale, all’atto dell’iniqua scomunica promulgata nei confronti di tutti i Liberi Muratori da parte della Chiesa cattolica. Marsha Keith Schuchard, Ph.D. presso l’Università del Texas a Austin, è autrice di oltre sessanta articoli accademici e quattro monumentali volumi sull’influenza politica, letteraria e artistica delle organizzazioni iniziatiche occidentali nei secoli XVIII e XIX. I suoi lavori sono apparsi in Nord America ed Europa con Random House e Brill Publishers. Fabrizio Forno ricercatore e saggista, con lo pseudonimo Fabrizio Alfieri, ha pubblicato su Hiram, La Lettera G, Vers la Tradition. È l’ideatore, fondatore e direttore del progetto Harmonia Mundi di Torino, volto alla diffusione dei princìpi massonici e al supporto di attività filantropiche. Tra le sue pubblicazioni: La Libera Muratoria e il mistero dell’”accettazione di Matthew Scanlan (2016), L’iniziazione massonica nel mondo moderno (2017).

I sette pianeti-metalli: Aurora Consurgens
Primo quarto del XVI secolo (Staatsbibliothek Preussi-scher Kulturbesitz, Berlino)

ore 16:00 • I simboli dell’alchimia nel mondo antico e in quello modernoconferenza di Mino Gabriele. Nel panorama dei linguaggi simbolico-esoterici occidentali un posto premi-nente spetta Nel panorama dei linguaggi simbolico-esoterici occidentali un posto premi-nente spetta a quello alchemico, che dal mondo greco-egizio, attraverso la mediazione araba è giunto nel XII secolo in Europa. Qui tale linguaggio, per complesse ragioni formali e di contenuto, ha saputo mantenere l’antica tradizione e nel contempo è stato in grado di rinnovarsi con una straordi-naria capacità sincretica, adattando a quello alchemico, che dal mondo greco-egizio, attraverso la mediazione araba è giunto nel XII secolo in Europa. Qui tale linguaggio, per complesse ragioni formali e di contenuto, ha saputo mantenere l’antica tradizione e nel contempo è stato in grado di rinnovarsi con una straordi-naria capacità sincretica, adattando alle sue esigenze comunicative motivi già pagani, cristiani ed ebraici. Rivisitandoli e così trasformandoli gli alchi-misti hanno saputo dar vita nei loro scritti, soprattutto in ambito figurativo, ad un vocabolario simbolico che non ha precedenti e di fatto si concluderà, nella sua vena creativa, nel XVIII secolo. Su queste premesse, che verran-no ampiamente discusse, si cercherà di riflettere su cosa oggi rimane o può rimanere di quella concezione allegorica del mondo e se e in qual modo sia possibile confrontarla con i moderni linguaggi espressivi, laddove il simbo-lo è ancora considerato uno strumento per l’intelligenza del mondo
MINO GABRIELE è Professore di iconografia e iconologia e di Scienza e filologia delle immagini presso L’Università di Udine. Autore e curatore di numerosi volumi e saggi tra cui: Alchimia. La tradizione in Occidente secondo le fonti manoscritte e a stampa (1986), Hypnerotomachia Poliphili (1998), Corpus iconographicum di Giordano Bruno (2001), Commentaria symbolica di Antonio Ricciardi (2005), L’arte della memoria per figure (2006), Alchimia e iconologia (2008), L’Iconologia di Cesare Ripa (2010), Sui simulacri di Porfirio (2012), Il Libro degli Emblemi di Andrea Alciato (2015), La Porta Magica di Roma simbolo dell’alchimia occidentale (2015), Il primo giorno del mondo (2016).



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