Rimini 13 aprile 2007 – Tavola Rotonda. Libertà Civili.

SERGIO MORAVIA – MODERATORE

SERGIO MORAVIA è professore ordinario di Storia della Filosofia all’Università di Firenze. Studioso di fama internazionale, ha tenuto corsi e lezioni in Francia, Germania e Stati Uniti. Si è occupato di Illuminismo, di storia ed epistemologia delle scienze umane, del pensiero francese contemporaneo e, più recentemente, di filosofia della mente e dell’esistenza. Tra le sue opere principali: “Il tramonto dell’Illuminismo” (1968 e 1986), “La ragione nascosta” (1969); nuova edizione “Ragione strutturale e universi di senso, Saggio su Lévi Strauss” (2005); “La scienza dell’uomo nel Settecento” (1970 e 2000); “Introduzione a Sartre”, (1973 e 2004); “Il pensiero degli idéologues”, (1974); “Filosofia e scienze umane nell’età dei lumi” (1982 e 2000); “L’enigma della mente”, (1986 e 1999) “L’enigma dell’esistenza”, (1996); “L’esistenza ferita”, (1999). Ha curato, insieme a Zeffiro Ciuffoletti, il volume “La Massoneria. La storia, gli uomini, le idee”, (Milano, Oscar Mondatori, 2004 e 2005).

ROBERTO BALZANI / La religione civile
Il tema della religione civile attraversa la cultura classica, riaffiora nell’intensa stagione del Rinascimento italiano e, infine, approda alle società contemporanee, collegandosi ai processi di secolarizzazione e di nazionalizzazione in corso fra XVIII e XIX secolo. A questi processi di massa, e quindi ben distinti dalla «memoria», per lo più letteraria, dell’età classica e umanistica, occorre far riferimento per comprendere le dinamiche delle religione civile nel mondo attuale. In primo luogo, va affermata la distinzione fra «religione civile» e «religione politica», per lo più collegata a un’identità di partito o di movimento; ed, in secondo luogo, bisogna evitare di confondere la «religione civile» con lo «stato etico», altro prodotto della traslazione del sacro nella fase di laicizzazione della società europea. La religione civile non è un surrogato della religione tout court; essa designa, piuttosto, una disponibilità collettiva e diffusa ad andare oltre il proprio interesse e il proprio diritto in nome di un «bene comune» (che nelle liberal-democrazie spesso è identificato dalle carte costituzionali); e trova nell’idea di dovere, espressione di un senso di obbligazione morale senza fondamenti immediatamente utilitaristici, il proprio fondamento antropologico.

ROBERTO BALZANI è professore ordinario di Storia contemporanea presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università di Bologna, sede di Ravenna. Fa parte del comitato scientifico dell’Istituto di ricerca “Carlo Cattaneo” di Bologna, del comitato di direzione della rivista “Memoria e Ricerca” e del comitato di redazione di “Contemporanea”. Dal maggio 2005 è membro del consiglio d’amministrazione dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena. Collabora al Laboratorio interdisciplinare per il patrimonio culturale della Scuola Normale Superiore di Pisa, diretto dal professor Salvatore Settis. È presidente nazionale dell’Associazione Mazziniana Italiana dal 2003. Tra i suoi ultimi lavori, la cura dei “Discorsi parlamentari” di Giosué Carducci (Bologna, Il Mulino, 2004).

ALBERTO MELLONI / La libertà religiosa
Il relatore si sofferma sul modo in cui si sono formati, nella rottura della modernità, i paradigmi apparentemente contrapposti e in realtà fortemente convergenti sulla impossibile coniugazione fra libertà ed esperienza religiosa. In realtà, dal punto di vista storico, il tempo che ha reso queste forzature ideologiche così diffuse e consolidate, è anche quello nel quale il problema di radicare la libertà all’interno dell’esperienza religiosa si è fatto più forte: un intero patrimonio di riflessioni su diritti è tornato alla



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