XX Settembre. Uno sguardo giovane sulla Massoneria. I tre vincitori del Premio Treves

La festa del XX Settembre è stata anche l’occasione per la consegna dei Premi intitolati alla figura del massone Giacomo Treves, componente del “Comitato Segreto” che preparò l’impresa di D’Annunzio a Fiume nel Settembre 1919 e le cui carte i figli Eugenia e Giorgio hanno donato all’ Archivio Storico del Goi. Un riconoscimento, destinato a studiosi di Libera Muratoria di etá non  superiore ai 40 anni.

Il primo premio è andato  a Mariana Annecchini. Il suo lavoro, dal titolo “Reti internazionali di collegamento: la massoneria Argentina, primo decennio del secolo XX”, approfondisce, come si legge nelle motivazioni, la storia della massoneria e l’azione dei suoi membri in piccoli spazi demografici lontani dai grandi centri urbani della nazione sudamericana ma non svincolati dalle sfere del potere massonico. “Questo aspetto – ha sottolineato la commissione giudicatrice- si evidenzia nell’assiduo scambio di lettere che  i membri della logia Hispano Americana N° 407, fondata a General Pico, Territorio Nazionale di La Pampa, inviarono al Grande Oriente Spagnolo, situato a Madrid. Lo studio di questa loggia basato sulle fonti d’archivio prodotte dai suoi protagonisti rappresenta una vetrina per osservare il carattere transnazionale della massoneria, la rete di relazioni e la diffusione di idee e valori che questo scambio generò. Da un punto di vista accademico e storico, distante da visioni apologetiche o cospiratorie, la ricerca contribuisce a chiarire la complessità e la dinamicità della massoneria piuttosto che a inquadrarla come un’istituzione segreta e nascosta”.

 

Il secondo premiato è Dariush Rahiminia con uno studio dal  titolo “Cronaca della Libera Muratoria nella Persia dei Qājār”. “Il legame tra l’Iran e le culture del Vecchio Continente – ha sottolineato la giuria-  ha una storia molto più antica delle più o meno recenti vicende geopolitiche e, nei decenni immediatamente precedenti la Rivoluzione Costituzionale del 1906, il contatto tra la Persia e l’Europa ha piantato il seme in un terreno pronto per la crescita di ideologie moderne, ambizioni, aspirazioni, nuovi valori e, di conseguenza, per la nascita di una classe sociale moderna composta da intellettuali ispirati dall’Illuminismo e dalla Massoneria. Il saggio  è un resoconto che parte dai primi contatti avvenuti grazie ai viaggi dei diplomatici iraniani in Europa, fino ad arrivare al riuscito tentativo di creare una loggia riconosciuta nel 1908 a Teheran – senza però dimenticare il passaggio per la controversa “Casa dell’oblio” nella seconda metà dell’Ottocento”.

Infine una menzione speciale è andata a Pietro Dalle Nogare, che ha presentato un saggio su “La Massoneria nella città di Padova dalle origini al fascismo”.  “La tesi – si legge-  analizza l’evoluzione della presenza massonica nella città di Padova tra il Settecento e il 1925, anno in cui il fascismo bandì le attività della fratellanza su tutto il territorio nazionale (….)Nell’ambito italiano è stata indispensabile l’attenzione verso la gestione del Grande Oriente, dalla cui Giunta e dal Gran Maestro provenivano le direttive e le linee guida. Alla luce di ciò si sono analizzate le varie maestranze susseguitesi dalla fine del XIX secolo. Da un punto di vista cronologico lo studio parte dalla diffusione dell’ordine in Europa, per poi spostarsi nella penisola italiana negli anni Trenta del Settecento. Da qui si passa al periodo napoleonico, quando si ebbe un legame più stretto con gli ambienti istituzionali. Nella fase tra Ottocento e Novecento il legame fra l’obbedienza e il mondo della politica si fece più stretto, per questo motivo si sono analizzati schieramenti e correnti sia all’interno del Grande Oriente sia all’interno della politica padovana. Infine il periodo fra la fine dell’Ottocento e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale vide la presenza di personaggi illustri di Padova. Diversi furono attivi nel panorama politico cittadino, regionale e nazionale, accomunati dai legami con la fratellanza. Nella conclusione emerge come al termine del conflitto il Grande Oriente appoggiò il movimento fascista. La scelta costò cara, a Padova come al resto d’Italia”.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *