Roma 4 maggio 2012 – (Adnkronos) Esoterismo: domani a Verres convegno ‘I Rosacroce, ancora oggi un enigma’

Roma 4 maggio 2012 – (Adnkronos) Esoterismo: domani a Verres convegno ‘I Rosacroce, ancora oggi un enigma’

Una leggenda (o realtà) che sfida il tempo. E’ quella dei Rosacroce, l’Ordine iniziatico ritenuto depositario di antichi segreti che hanno attraversato i secoli. L’Associazione Culturale Mont Blanc 1197 di Saint Vincent, con il patrocinio del Comune e della Biblioteca Comunale di Verrès, organizza per dokani a Verrès, presso la Sala convegni Le Murasse, con inizio alle 15,30, il convegno-dibattito dal titolo ‘I Rosacroce: ancora oggi … un enigma’. Relatori: Claudio Bonvecchio, Università degli Studi dell’Insubria; Morris Ghezzi, Università degli Studi di Milano; Elio Jucci, Università degli Studi di Pavia. A moderare i lavori, David Pavoncello, dell’Associazione Mont Blanc.

All’inizio del XVII secolo si diffonde, ovunque in Europa, una leggenda: circa duecento anni prima, Christian Rosenkreuz (da cui Rosa Croce), un pellegrino tedesco di ritorno dalla Terra Santa e grande esperto di ogni scienza esoterica, fondò un Ordine iniziatico. Il suo simbolo era la rosa inscritta in una croce. L’Ordine, elitario ed estintosi subito dopo la morte del suo fondatore, sarebbe rinato proprio nel XVII secolo: un momento storico di particolare tensione sociale e di grandi mutamenti in campo politico, scientifico e filosofico.

Lo scopo dei Rosa+Croce era quello di trasformare, positivamente, gli uomini e la società in virtù delle conoscenze segrete in loro possesso. Quanto di vero e quanto di solo immaginato ci fosse in questa leggenda è, ancora, tutto da dimostrare. Nel XVIII secolo, la leggenda rosacruciana venne ripresa in ambito massonico che ne rivendicò l’eredità simbolica e le finalità operative.

(AdnKronos) 04 MAG 2012

Roma 30 aprile 2012 – (Adnkronos) Esoterismo: enigma Rosacroce, sabato esperti riuniti a Verrès

Roma 30 aprile 2012 – (Adnkronos) Esoterismo: enigma Rosacroce, sabato esperti riuniti a Verrès

Le vicende dell’Ordine e le scienze ermetiche, una storia ancora da scrivere

Una leggenda (o realtà) che dura fino ai nostri giorni. E’ quella dei Rosacroce, l’Ordine iniziatico riitenuto depositario di antichi segreti che hanno attraversato i secoli. L’Associazione Culturale Mont Blanc 1197 di Saint Vincent, con il patrocinio del Comune e della Biblioteca Comunale di Verrès, organizza per sabato 5 maggio a Verrès, presso la Sala convegni Le Murasse, con inizio alle 15,30, il convegno-dibattito dal titolo ‘I Rosacroce: ancora oggi … un enigma’. Relatori: Claudio Bonvecchio, Università degli Studi dell’Insubria; Morris Ghezzi, Università degli Studi di Milano; Elio Jucci, Università degli Studi di Pavia. A moderare i lavori, David Pavoncello, dell’Associazione Mont Blanc.

Ma come nasce la storia dei Rosacroce? All’inizio del XVII secolo -si legge sul numero in uscita di ‘Erasmo’, la rivista del Grande Oriente d’Italia- si diffonde, ovunque in Europa, una leggenda: circa duecento anni prima, Christian Rosenkreuz (da cui Rosa Croce), un pellegrino tedesco di ritorno dalla Terra Santa e grande esperto di ogni scienza esoterica, fondò un Ordine iniziatico. Il suo simbolo era la rosa inscritta in una croce. L’Ordine, elitario ed estintosi subito dopo la morte del suo fondatore, sarebbe rinato proprio nel XVII secolo: un momento storico di particolare tensione sociale e di grandi mutamenti in campo politico, scientifico e filosofico.

Proprio in relazione a questo, lo scopo dei Rosa+Croce era quello di trasformare, positivamente, gli uomini e la società in virtù delle conoscenze segrete in loro possesso. “Conoscenze -si legge su ‘Erasmo’- in cui il messaggio cristiano di uguaglianza libertà e fraternità avrebbe trovato applicazione grazie allo studio e alla pratica delle Scienze Ermetiche: in una fattiva e positiva coincidenza di ciò che, apparentemente, sembrava opposto. O, quanto meno, diverso. Quanto di vero e quanto di solo immaginato ci fosse in questa leggenda è, ancora, tutto da dimostrare”.

Di sicuro, la fama dei Rosa+Croce – e non a caso uno dei testi rosacruciani più famoso si chiama Fama Fraternitatis Rosae Crucis, corse veloce per tutto il vecchio Continente, alimentando, oltre alla speranza di cui era il veicolo, il desiderio di farne parte. Nulla, tuttavia, con esattezza si conosce. Nel XVIII secolo, poi, la leggenda rosacruciana venne ripresa in ambito massonico che ne rivendicò l’eredità simbolica e le finalità operative. Così i Rosa+Croce, la loro azione, i loro aderenti, i loro riti (se mai ce ne furono), rimasero e rimangono nella più totale oscurità.

‘La Porta Magica di Roma e i Rosacroce’, è invece il titolo della conferenza organizzata dal Servizio Biblioteca che si terrà a Roma, al Teatro Vascello (Via Giacinto Carini, 78) il 14 giugno, alle 19. Quest’incontro unico nel suo genere per le ricerche di ambito ermetico ed alchemico vedrà l’intervento di Mino Gabriele, uno dei più importanti studiosi della tradizione simbolica nell’arte e nella letteratura medievale e rinascimentale, e del Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi.

(AdnKronos) 30 APR 2012

Roma 10 aprile 2012 – (Adnkronos) Massoneria: GOI, Gianfranco Cavaliere non è affiliato

Roma 10 aprile 2012 – (Adnkronos) Massoneria: GOI, Gianfranco Cavaliere non è affiliato

“In riferimento all’articolo pubblicato in data 10 aprile 2012 su ‘Il Centro’, sotto il titolo ‘Medico diventa massone per fare carriera’, nel quale si attribuisce l’appartenenza al Grande Oriente d’Italia di tale Gianfranco Cavaliere”, il Gran Segretario del Grande Oriente d’Italia, Alberto Jannuzzelli, precisa in una nota “in maniera categorica che Gianfranco Cavaliere non è affiliato al G.O. I., né lo è mai stato. Presentò unicamente la domanda di affiliazione, presa in considerazione nel novembre 2010 e che in seguito ritirò, adducendo motivi strettamente personali, in data 23.12.2010, prima delle votazioni per l’ammissione, fissate per il 10 e 24 gennaio 2011. Il Cavaliere, pertanto, non è mai stato membro del Grande Oriente d’Italia”. “Circostanza, questa, già precisata il 27 settembre 2011 dalla stessa Gran Segreteria del G.O.I, come si può facilmente verificare dal comunicato stampa ufficiale pubblicato sul sito http://www.grandeoriente.it e a suo tempo ripreso dai quotidiani e dal web. Invitando quindi a uscire dal convento, sempre affollato, dei luoghi comuni -conclude la nota- è proprio il caso di dire: Repetita iuvant”.

(AdnKronos) 10 APR 2012